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CAVRIAGO COMUNE è un MOVIMENTO CIVICO E DI SINISTRA che trova radici nelle tradizioni migliori della nostra comunità: PACE, DEMOCRAZIA, ANTIFASCISMO, LAICITA', PIENO RICONOSCIMENTO NELLA COSTITUZIONE ITALIANA.

domenica 8 novembre 2009


Il Muro di Berlino



Il Muro di Berlino (in tedesco Berliner Mauer), eretto dal regime comunista della Germania Est, era una barriera in cemento alta circa tre metri e mezzo che separava Berlino Ovest da Berlino Est e dal resto della Repubblica Democratica Tedesca.


Il muro ha diviso in due la città di Berlino per 28 anni, dalla sua costruzione (iniziata il 13 agosto del 1961) fino al suo smantellamento, ed era considerato un simbolo della Cortina di ferro. Il suo smantellamento avvenne il 9 novembre 1989. La caduta del muro di Berlino aprì la strada per la riunificazione tedesca che fu formalmente conclusa il 3 ottobre 1990.




Storia

Nel 1945 nel corso della conferenza di Yalta venne decisa la divisione della Germania (e di Berlino) in quattro settori controllati e amministrati da Unione Sovietica, Stati Uniti d'America, Regno Unito e Francia. Il settore sovietico della città era di gran lunga il più esteso e occupava la maggior parte della metà orientale di Berlino: Friedrichshain, Köpenick, Lichtenberg, Mitte, Pankow, Prenzlauer Berg, Treptow e Weißensee .
Nel 1948, il “Blocco di Berlino” da parte dell'Unione Sovietica portò all'attuazione del Ponte aereo per Berlino da parte degli Alleati per rifornire di viveri e generi di prima necessità i tre settori occidentali.
Dal 1949 i tre settori controllati da Stati Uniti d'America, Francia e Gran Bretagna (Berlino Ovest), anche se nominalmente indipendenti, erano in effetti una parte di Germania Ovest completamente circondata dalla Germania Est.

Inizialmente ai cittadini di Berlino era permesso di circolare liberamente tra tutti i settori, ma con lo sviluppo della Guerra Fredda i movimenti vennero limitati; il confine tra Germania Est e Germania Ovest venne chiuso nel 1952 e l'attrazione dei settori occidentali di Berlino per i cittadini della Germania Est aumentò. Circa 2,5 milioni di tedeschi dell'est passarono ad ovest tra il 1949 e il 1961.
Per fermare la fuga dalla dittatura il regime comunista della Germania Est iniziò la costruzione di un muro attorno ai tre settori occidentali nella notte tra il 12 e il 13 agosto 1961 a Berlino Est. Inizialmente questo consisteva di filo spinato, ma già il 15 agosto iniziarono ad essere utilizzati gli elementi prefabbricati di cemento e pietra destinati a formare la prima generazione di un vero e proprio muro. Il muro divideva fisicamente la città; quando circondò completamente Berlino Ovest, trasformò in pratica i settori occidentali in un'isola rinchiusa entro i territori orientali. La Germania Est sostenne che si trattava di un “muro di protezione antifascista” inteso ad evitare un'aggressione dall'Ovest. Fu chiaro sin dall'inizio che questa giustificazione serviva come copertura per il fatto che ai cittadini della Germania Est doveva essere impedito di entrare a Berlino Ovest e di conseguenza nella Germania Ovest. In effetti la DDR soffriva di una fuga in massa di professionisti e lavoratori specializzati che si spostavano all'ovest, per non parlare delle diserzioni dall'esercito. Con la costruzione del muro le emigrazioni passarono da 2.500.000 tra il 1949 ed il 1962 a 5000 tra il 1962 ed il 1989.


La caduta

Verso gli inizi degli Anni Ottanta, la crisi del blocco orientale cominciò a farsi sentire: nel 1980 nacque in Polonia il sindacato indipendente «Solidarnosc», cui alla fine del 1985 seguì la proclamazione della legge marziale. Solo un anno e mezzo dopo, nel marzo 1985, Michail Gorbaciov arrivò al potere nell’Unione Sovietica. Nel gennaio 1987 il nuovo Segretario generale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica espresse questa opinione veramente rivoluzionaria: «Abbiamo bisogno della democrazia come dell’aria per respirare». Questo messaggio spronò gli attivisti per i diritti civili in Polonia e in Ungheria, nella Cecoslovacchia e nella DDR. Nell’autunno 1989 la pressione esercitata dalle proteste nella Germania orientale divenne tanto forte che il regime comunista si sarebbe potuto salvare solo mediante un intervento militare dell’Unione Sovietica. Gorbaciov, però, non era disposto ad attuarlo.
Il 23 agosto 1989, l'Ungheria rimosse le sue restrizioni al confine con l'Austria e a partire dall'11 settembre 1989 più di 13.000 tedeschi dell'Est scapparono verso l'Ungheria; all'annuncio che non sarebbe stato consentito di attraversare la Cortina di ferro ai cittadini non ungheresi, i profughi inondarono le ambasciate tedesco-occidentali a Budapest e Praga. Dopo giorni di sconcerto e l'arrivo del ministro degli esteri di Bonn Genscher, con la mediazione di questi si ottenne che i profughi arrivassero in Occidente, ma con l'obbligo di riattraversare la frontiera tedesco-orientale imposto dallo Stato di loro cittadinanza. La scelta si rivelò un boomerang fatale per l'immagine stessa della Germania comunista: i treni contenenti i rimpatriati attraversarono senza fermarsi le stazioni tedesco-orientali, tra lo sconcerto dei concittadini che non poterono nemmeno salutare i profughi perché chiusi in vagoni piombati.
Il nuovo governo di Krenz decise di concedere ai cittadini dell’Est permessi per viaggiare nella Germania dell’Ovest. Günter Schabowski, il ministro della Propaganda della DDR, ebbe il compito di dare la notizia; però egli si trovava in vacanza prima che venisse presa questa decisione e non venne a conoscenza dei dettagli. Il 9 novembre 1989, durante una conferenza stampa convocata per le 18, gli fu recapitata la notizia che tutti i berlinesi dell’Est avrebbero potuto attraversare il confine con un appropriato permesso, ma non gli furono date informazioni su come trasmettere la notizia. Dato che il provvedimento era stato preso poche ore prima della conferenza, esso avrebbe dovuto entrare in vigore nei giorni successivi, dando così il tempo di dare la notizia alle guardie di confine. Alle 18,53 il corrispondente Ansa da Berlino Est, Riccardo Ehrman, chiese da quando le nuove misure sarebbero entrate in vigore. Schabowski cercò inutilmente una risposta nella velina del Politburo, ma non avendo un'idea precisa, azzardò: "Per quanto ne so immediatamente".
Decine di migliaia di berlinesi dell’Est avendo visto l’annuncio di Schabowski in diretta alla televisione, si precipitarono, inondando i checkpoint e chiedendo di entrare in Berlino Ovest. Le guardie di confine, sorprese, iniziarono a tempestare di telefonate i loro superiori, ma era ormai chiaro che - laddove non vi era stato adempimento spontaneo all'annuncio pervenuto via eter - non era più possibile rimandare indietro tale enorme folla vista la mancanza di equipaggiamenti atti a sedare un movimento di tali proporzioni. Furono allora costrette ad aprire i checkpoint e, visto il gran numero di berlinesi, nessun controllo sull’identità fu eseguito. Gli estasiati berlinesi dell’Est furono accolti in maniera festosa dai loro fratelli dell’Ovest, spontaneamente i bar vicini al muro iniziarono a offrire birra gratis per tutti. Il 9 novembre è quindi considerata la data della caduta del Muro festeggiata con il mega concerto di Roger Waters (ex bassista dei Pink Floyd) con l'esecuzione di The Wall dal vivo.
Durante le settimane successive piccole parti del muro furono portate via dalla folla e dai cercatori di souvenir; in seguito fu usato dell'equipaggiamento industriale per rimuovere quasi tutto quello che era rimasto.
Il 18 marzo 1990 furono tenute le prime e uniche libere elezioni della storia della Repubblica Democratica Tedesca; esse produssero un governo il cui principale mandato era quello di negoziare la fine stessa dello Stato che rappresentavano.
La Germania fu ufficialmente riunificata il 3 ottobre 1990 (questa è la data designata per il "Giorno della riunificazione"), quando i cinque stati federali (Brandeburgo, Meclenburgo-Pomerania Occidentale, Sassonia, Sassonia-Anhalt e Turingia), già esistenti nella Repubblica Democratica Tedesca ma aboliti e trasformati in Province, si ricostituirono e aderirono formalmente alla Repubblica Federale di Germania (Germania Ovest). Dal momento in cui i nuovi cinque Länder entrarono nella Repubblica Federale, in conformità all'articolo 23 attivo in quegli anni, l'area di applicazione del Grundgesetz (Legge fondamentale, l'equivalente tedesco della Costituzione) fu semplicemente ampliata includendoli. L'alternativa sarebbe stata di aderire all'unione formalmente, in vista della scrittura di una nuova costituzione per la Germania unificata. Delle due scelte quella adottata fu obiettivamente la più semplice, ma fu causa del diffuso sentimento da parte dei tedeschi dell'est di essere stati “occupati” o “annessi” alla vecchia repubblica federale.




sabato 7 novembre 2009


NENA – 99 Luftballons (1984)


“Hai un po' di tempo per me? allora ti canto una canzone su 99 palloncini in volo verso l'orizzonte....”







99 Luftballons è stata una famosa canzone di protesta dell'epoca della Guerra fredda, eseguita dalla cantante tedesca Nena. Originariamente cantata in lingua tedesca, fu poi reincisa in inglese con il titolo di 99 Red Balloons. Scalò le classifiche in Germania occidentale e in tutto il mondo il successo fu grande.

La storia di questa canzone:
Sembra essere nata durante un concerto dei Rolling Stones a Berlino, quando Carlo Karges, il chitarrista della band di Nena, notò che venivano liberati in aria dei palloncini. Mentre li osservava volare all'orizzonte, gli sembrò quasi che cambiassero forma, trasformandosi in una "massa" la cui forma ricordava quella di un'astronave. Pensò quindi a che cosa sarebbe potuto accadere avessero oltrepassato il Muro di Berlino spingendosi nell'allora "settore sovietico", ovvero Berlino Est.

Sia la versione tedesca che quella inglese raccontano la storia di novantanove palloncini che volano per l'aria, scatenando un'esagerata e apocalittica reazione da parte delle forze militari.
La canzone uscì in un periodo di profonda e minacciosa crisi tra gli Stati Uniti dell'era reaganiana e l'Unione Sovietica non ancora toccata dalla perestrojka gorbacioviana. In particolare, il suo successo internazionale fu immediatamente successivo al dispiegamento dei missili Pershing II in Germania occidentale (gennaio 1984), in risposta all'analogo dispiegamento dei missili nucleari sovietici SS-20; forti proteste si susseguirono in tutta Europa.

Il video originale di 99 Luftballons fu girato durante un concerto a Berlino; una versione fu poi registrata cinque mesi più tardi alla base militare olandese di Harskamp. Per la versione inglese fu preparato un video che combinava i due precedenti della versione tedesca.



“99 anni di guerra
non lasciarono spazio ad un vincitore
ministri della guerra non ce ne sono più
e neanche caccia
Oggi io me ne vado in giro
e vedo il mondo in rovina
Ho trovato un palloncino
penso a te e lo faccio volare...”

MANIFESTAZIONI PER LA CADUTA DEL MURO DI BERLINO

Diverse sono le manifestazioni in tutto il mondo per il ventesimo anniversario della caduta del muro. Qui di seguito ne elenchiamo alcune che si terranno nei nostri dintorni..

- a Reggio Emilia:
Sabato 7 novembre, ore 15.30, sala del Capitano del Popolo
, Istoreco riunisce intorno a un tavolo tre scrittori e un ex segretario del Pci reggiano che proveranno a rispondere ad alcune domande riguardanti il mondo d’oggi a partire da ciò che non c’è più: IL MURO DI BERLINO
http://www.istoreco.re.it/

a Modena:
Sabato 7 novembre, ore 16.00, Federazione PRC – Modena
, ASSEMBLEA PUBBLICA, “A 20 anni dal crollo del muro”.

Lunedi 9 novembre, ore 15.00 – 18.00, sala conferenze 'Giacomo Ulivi' - Istituto storico, SEMINARIO: 1989-2009 a vent'anni dalla caduta del muro.


Sabato 7 novembre, ore 17.00, Galleria Europa, centro Europe Direct, inaugurazione della mostra fotografica “Ortszeit - Local Time” di Stefan Koppelkamm: La mostra proporrà i lavori del fotografo berlinese Stefan Koppelkamm: edifici e spazi urbani dell’ex Germania dell'est, fotografati una prima volta subito dopo la caduta del Muro e una seconda volta a oltre dieci anni di distanza.

Lunedì 9 novembre, ore 11.30, Circoscrizione 1, Piazzale Redecocca, inaugurazione della mostra “1989 – 2009 Europa unita e libera”: il processo di integrazione europea dopo la caduta del muro.

Sabato 12 dicembre, ore 17.00, Galleria Europa, centro Europe Direct, inaugurazione della mostra “1989: 10 storie per attraversare i muri”. I giorni del muro: dal 9 novembre al 27 novembre, tutte le circoscrizioni ospiteranno un pannello illustrativo delle tappe storiche che hanno cambiato la storia del mondo.
SCUOLA: diversi sono i laboratori destinati alle classi degli istituti superiori di Modena e provincia organizzati dal Centro Europe Direct.


FESTA: giovedì 12 novembre, ore 18.30 – 23.30, Berliner Mauer Fest “Fusorari”.
http://ipeuropa.comune.modena.it/attivitaventennaleberlino.shtml



a Bologna:
Sabato 31 Ottobre, ore 10.30, ISTITUTO DI CULTURA GERMANICA Goethe-Zentrum,
inaugurazione MOSTRA fotografica “Due Berlino - una città" a cura di Marcello Vecchi, (fino a mercoledi 11 novembre).


Giovedì 12 novembre, ore 18.00, Istituto Storico Parri, Sala del Refettorio, MOSTRA fotografica “Ortszeit - Local Time” di Stefan Koppelkamm, Potsdam, Belvedere 7/1990, 3/5/2002 (fino a sabato 12 dicembre).


Giovedì 12 novembre, ore 19.00, Istituto DI CULTURA GERMANICA Goethe-Zentrum, inaugurazione MOSTRA “1989” – Dieci storie per attraversare i muri. Illustrazioni da Henning Wagenbreth. Un libro - Una mostra a cura di Orecchio Acerbo (fino a venerdi 18 dicembre).


Lunedì 16 novembre, ore 18.00, Istituto Storico Parri, Sala del Refettorio, CONFERENZA “Le due Germanie e la caduta del Muro”.
http://www.istitutodiculturagermanica.com/



Qui di seguito invece troverete dei link di eventi di altre manifestazioni in giro in Italia..


a Milano:
9-22 novembre, Centro Storico,
“Plaza: Oltre il limite 1989-2009”, percorso espositivo open air, http://www.milanoplaza.it/page_1/index.php


9-27 novembre, Palazzo delle Stelline, “Nessuno è più dove voleva essere / Niemand ist mehr dort, wo er hin wollte”, mostra, http://www.artsblog.it/post/4350/berlino-20-anni-dopo-nessuno-e-piu-dove-voleva-essere-a-milano.


a Torino:
23 ottobre-17 gennaio, Museo Diffuso della Resistenza Deportazione Guerra Diritti e della Libertà
, “L'assenza dei confini/L'essenza dei confini”, mostra, http://www.museodiffusotorino.it/focus_evento.aspx?id=445.


a Firenze:
9 novembre, La Tinaia di S. Lorenzo, “Caduta del muro/Fine dei modelli del '900/Strade di oggi”, seminario, http://www.anarchiainazione.org/node/2548.


a Roma:
9 novembre, Libreria-caffè Giufà, “Caduta del muro/Fine dei modelli del '900/Strade di oggi”, seminario, http://www.anarchiainazione.org/node/2548.


novembre-dicembre, Casa della Memoria e della Storia, "Dissidenze Profonde. Tarkovskij, Solzhenitsyn, Vysotskij", mostra, http://www.culturaroma.it/servizio/59/65/8231/9577/9724/calendario_evento.asp.


6-22 novembre, Edarcom Europa, “Checkpoint Charlie”, mostra collettiva, http://www.edarcom.it/.


8 novembre-31 gennaio, Museo D'Arte Contemporanea, “Via libera-viva la libertà”, mostra, http://www.macro.roma.museum/mostre_ed_eventi/mostre/via_libera_viva_la_liberta.


9 Novembre, Centro Commerciale Unicoop Tirreno Piombino, "Istallazione di Eraldo Ridi", video montaggio, organizzato dal Gruppo Emergency Piombino, e altri enti.

A Berlino:

le iniziative sono veramente numerose e svariate. Proviamo ad elencarne qualcuna..


Dal 1° maggio al 9 novembre
, il Museum für Film und Fernsehen (Museo del cinema) presenta fotografie e filmati che documentano la svolta del 1989.


In piazza Alexanderplatz è allestita, dal 7 maggio al 14 novembre, una mostra open-air sulla "Rivoluzione pacifica".

Dal 18 settembre al 31 gennaio 2010 la Berlinische Galerie ospita l'esposizione "Berlino 89/09 – Arte fra tracce del passato e utopia" che, tramite opere di artisti internazionali, intende fare un bilancio delle trasformazioni avvenute nella struttura urbana e architettonica della capitale a seguito della caduta del Muro.


Alla Max Liebermann Haus presso la Porta di Brandeburgo è visitabile, dal 3 ottobre al 6 dicembre, la mostra fotografica "Scene e tracce della caduta" con immagini che documentano il grande evento: persone che scalano il Muro, convogli di auto che si dirigono verso Berlino Ovest, ...

Al Museo della Storia della Germania (Deutsches Historisches Museum) è presente l'esposizione Art of two Germanys/ Cold War Cultures; la mostra The story of Berlín è nel Kurfürstendamm, dove si può esprimere la propria natura artistica e lasciare una piccola opera d’arte sulla ricostruzione del muro originale.

La mostra nella stazione e nei vagoni del tram Marienfelder Allee, invece racconta le storie dei tanti cittadini dell’Est che cercarono di passare alla parte occidentale della città.

Il 9 novembre è in programma una grande festa presso la Porta di Brandeburgo con concerti, fuochi d'artificio e la messa in scena simbolica della caduta del Muro con "pezzi" alti circa 2 metri fatti cadere creando un effetto domino. In un atto ufficiale si farà cadere tutte le tessere commemorando in questo modo la caduta del muro e le storie commuoventi di coloro che furono testimoni di quell’epoca.

Dal 7 al 9 novembre andrà in scena la “Festa della Libertà” (http://www.mauerfall09.de/).

lunedì 26 ottobre 2009


CAVRIAGO CONTRO LA DECISIONE DEL SINDACO DI PONTERANICA (BG) DI CANCELLARE L’INTITOLAZIONE DELLA BIBLIOTECA COMUNALE A PEPPINO IMPASTATO E ISTITUZIONE DI UNA COMMISSIONE CONSILIARE FINALIZZATA A PROMUOVERE PROGETTI TESI A PROMUOVERE UNA CULTURA DI CONTRASTO ALLE MAFIE

Testo della mozione:

IL CONSIGLIO COMUNALE DI CAVRIAGO

Premesso che:
- nelle scorse settimane la Giunta Comunale del Comune di Ponteranica (Bergamo), guidata dal sindaco leghista Cristiano Aldegani, ha cancellato l'intitolazione della biblioteca comunale a Giuseppe Impastato, detto Peppino, rimuovendo inoltre la relativa targa dedicata alla memoria del giovane siciliano ucciso dalla mafia;

- Giuseppe Impastato è stato promotore negli anni ’70 a Cinisi (Palermo) di un’instancabile e straordinaria attività politica e culturale di denuncia contro le mafie e i suoi traffici criminosi e che per questo è stato barbaramente ucciso il 9 maggio 1978 all’età di 30 anni;

- solo nel 2002, dopo 24 anni di tormentate vicende, la giustizia è riuscita a condannare gli assassini di Peppino e ad individuare il mandante dell’omicidio nel boss mafioso Tano Badalamenti.

Considerato che:
- il Sindaco del Comune di Ponteranica dopo aver cancellato l’intitolazione della biblioteca a Giuseppe Impastato ha espresso l’intenzione di reintitolarla al padre sacramentino Giancarlo Baggi morto nel 2000 e residente per molti anni a Ponteranica;

- tale atto rappresenta un grave oltraggio alla memoria collettiva, che non può che indignare chiunque sia dotato di un minimo di coscienza civile. Basti pensare che lo stesso Padre Santi Rizieri, Superiore Provinciale della Provincia Italiana dei Padri Sacramentini, ha affermato in un comunicato che: "La Comunità dei Padri Sacramentini riconosce e stima l'operato che contraddistinse il lavoro di padre Giancarlo Baggi, ma non può approvare che la memoria di un confratello sia usata in una logica di contrapposizione e di divisione, tanto più se questa contrapposizione riguarda un testimone di giustizia come Peppino Impastato, ucciso per il suo impegno civile. I religiosi sacramentini auspicano, dunque, che la biblioteca comunale torni ad essere dedicata a Peppino Impastato, fiduciosi che l'Amministrazione comunale riuscirà a trovare soluzioni alternative per ricordare l'opera di padre Baggi."

Considerato inoltre che:
- il Sindaco Cristiano Aldegani ha confermato la propria decisione nonostante la straordinaria manifestazione svoltasi nel suo Comune lo scorso 26 settembre - promossa dal Comitato Peppino Impastato di Ponteranica, Libera contro le mafie e Casa Memoria di Cinisi - alla quale hanno partecipato circa 7.000 persone per protestare contro la sua decisione.


Il Consiglio Comunale di Cavriago esprime

- la sua piena condanna e disapprovazione nei confronti dell’iniziativa del Sindaco e della Giunta Comunale di Ponteranica di cancellare l’intitolazione della biblioteca comunale a Peppino Impastato.


Il Consiglio Comunale di Cavriago

- istituisce, ai sensi dell’art. 28 dello Statuto Comunale, una Commissione consiliare finalizzata a proporre iniziative e progetti tesi a promuovere nel territorio, soprattutto in riferimento alle giovani generazioni, una cultura di contrasto del fenomeno mafioso valorizzando la memoria di Giuseppe Impastato e di tutte le vittime della mafia.
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Per qualcosa di più, link consigliati:
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tratto dal film "I cento passi" di Marco Tullio Giordana:
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venerdì 9 ottobre 2009


Deliberazione consiliare del 24 Settembre 2009-10-09

Ficarelli: « I sottoscritti Ficarelli Luca capogruppo consiliare Cavriago Comune e Davide Farella Consigliere Comunale di Cavriago Comune, premesso:


1. Che nel mese di Agosto 2009 è stata inaugurata la nuova rotatoria tra viale Gramsci, via della Repubblica e via Ernesto Arduini, e a quest’opera facciamo riferimento nella presente interpellanza;


2. Che il Comune di Cavriago aveva indetto nella primavera del 2007 un concorso per la progettazione e l’arredo di 5 rotatorie tra cui quella al punto 1;


3. Che 44 furono i progetti presentati al suddetto concorso, e che 39 vennero esaminati dalla giuria composta, oltre che dall’architetto Patrizia Benati dell’ufficio Tecnico del Comune, dal paesaggista Ivano Fieni, dagli architetti Vitaliano Biondi, Domenico Pescarossa, Giancarlo Grassi e dagl’ingegneri Maurizio La Macchia e Pierpaolo Montanari;


4. Che con i suddetti progetti al punto 3 venne allestita un’apposita mostra per la cittadinanza nella Sala Comunale delle Mostre;


5. Che 5 progetti vennero indicati come vincitori dalla giuria suddetta, e ognuno premiato con € 1.200, al lordo delle ritenute di legge (pari al 25%);


6. Che in data 19 gennaio 2008 venne proclamato vincitore, per la rotatoria di cui al punto 1, il progetto presentato da Luca Prandini in collaborazione con Burani Paolo (Responsabile settore Verde della Cooperativa Agricola Sociale LA VIGNA);


7. Che il progetto vincitore presentava criteri e idee assolutamente condivisibili, tra cui: la volontà di porre al centro dell’attenzione il tema dell’acqua, celebrarne l’importanza come bene comune e sempre più prezioso;


8. Che queste idee sull’acqua come bene comune trovano un riscontro pratico nel progetto vincitore dove non sono previsti giochi d’acqua o fontane ma una scultura in pietra che si propone “di fissarne l’immagine in una forma che ne ricordi l’importanza anche di una singola goccia”;


9. Che il progetto realizzato non solo non è quello vincitore del concorso, ma ne tradisce anche i principi ispiratori;


10. Che il progetto vincitore del concorso come “stima economica di massa” indicava una spesa complessiva di € 17.800;


11. Che la fontana realizzata è costatata invece € 45.000 (grazie a contributi degli sponsor ORION e CONAD);


12. Che nel progetto si suggeriva come esecutore dell’opera la Cooperativa Agricola Sociale LA VIGNA che si occupa di far lavorare persone svantaggiate;


Tutto ciò premesso si chiede di sapere:
- Perché non è stato realizzato il progetto vincitore del concorso.
- Chi ha deciso che tale progetto vincitore non fosse meritevole di realizzazione.
- Chi ha deciso quale progetto alternativo realizzare e con quali modalità.»


Sindaco: « Bene, allora ho qui una relazione del capo dell’ufficio tecnico che vi leggo:- Non è perfettamente coerente con la realtà quanto dichiarato al punto 2 dell’interpellanza in oggetto, in quanto il concorso “Le rotatorie come strumento per identificare e valorizzare il territorio del comune” era un concorso di idee e non un concorso volto all’affidamento dell’incarico per la progettazione esecutiva dell’allestimento delle rotatorie individuate, tanto è vero che l’esito finale per i vincitori era l’assegnazione di un premio in denaro e non l’affidamento dell’incarico per tale progettazione. In alcuni casi, infatti e non solo nel caso oggetto dell’interpellanza, l’Amministrazione comunale intendendo per essa l’insieme della componente tecnica e di quella politica rappresentata dalla Giunta comunale, ha ritenuto l’idea risultante vincitrice del concorso non percorribile in sede esecutiva e non sufficientemente rispondente alle istanze proposte dal bando.
In particolare l’idea della goccia d’acqua fissata nel marmo non è parsa all’Amministrazione comunale abbastanza rappresentativa del tema inerente Cavriago paese dell’acqua e soprattutto di difficile comunicabilità ad un utenza che, per ovvi motivi, non ha tempo di soffermarsi per cogliere un riferimento così sofisticato come quello contenuto nella proposta vincitrice del concorso di idee. A quel punto veniva abbastanza naturale il ricorso al personale interno per la progettazione esecutiva e la direzione lavori, che ha operato proprio nell’ottica di rendere esplicito il riferimento a “Cavriago paese dell’acqua”.
Per rispondere alle te domande, allora: non è stato realizzato il progetto vincitore del concorso perché la Giunta assieme all’ufficio tecnico non ha ritenuto percorribile dal punto di vista esecutivo questo progetto e non corrispondente fino in fondo al tema proposto. Chi ha deciso che tale progetto vincitore non fosse meritevole di realizzazione, lo ripeto: la Giunta Comunale e l’ufficio tecnico. Chi ha deciso quale progetto alternativo realizzare e con quale modalità: la Giunta e l’ufficio tecnico. La modalità è quella di, la realizzazione di un progetto da parte di un componente dell’ufficio tecnico, che poi è l’Architetto Patrizia Benati senza nessun onere per l’amministrazione. Ficarelli per dichiarare se sei soddisfatto. »

Ficarelli: « Non sono soddisfatto della risposta, innanzitutto viene corretto il punto 2, ve bene era un concorso di idee, venne premiata un’idea, questa idea aveva le sue caratteristiche che sono illustrate nelle premesse, tra cui la volontà di porre al centro dell’attenzione il tema dell’acqua per sottolinearne l’importanz come bene comune e sempre più prezioso. L’idea di non sprecare acqua che comunque c’è, di sprecare meno energia, in un certo senso sprecare comunque meno soldi, sia per il mantenimento, per l’utilizzo anche se questi soldi vengono messi da sponsorizzazioni e tutto il resto potrebbero essere sempre indirizzati in strutture più utili forse per la cittadinanza. Prendo atto che comunque la Giunta si prende le sue responsabilità, io non mi sento di inserirvi l’ufficio tecnico in questa responsabilità perché è la Giunta che decide, prende un decisione politica, l’ufficio tecnico penso che eseguirà la volontà politica e quindi della Giunta.

Sindaco: «L’ufficio tecnico ha espresso anche la sua opinione.»

Ficarelli: «L’opinione, è la Giunta che prende la decisione.»

Sindaco: «Certo ma noi ce ne assumiamo di responsabilità tutti i giorni e questa è una delle più piccole tra l’altro. Bene, Passiamo al punto successivo. »