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martedì 10 novembre 2009

Altre curiosità sul Muro di Berlino...


L'abbattimento ufficiale del Muro di Berlino fu iniziato il 13 giugno 1990 nella Bernauer Straße da 300 guardie di frontiera della DDR, fu poi terminato da 600 soldati dell'esercito tedesco utilizzando 13 bulldozer, 55 ruspe, 65 gru e 175 camion.
A novembre dello stesso anno l'intero muro all'interno della città era stato abbattuto ad eccezione di 6 punti che furono mantenuti come monumento. L'anno successivo scomparve definitivamente la restante parte. I blocchi di cemento furono distrutti ed utilizzati per la costruzione di strade. 250 di questi blocchi furono messi all'asta a prezzi oscillanti tra 10.000 e 250.000 marchi tedeschi.
Il muro è stato fisicamente distrutto quasi ovunque, ad eccezione di alcuni punti. I più visitati dai turisti sono: una sezione di 80 metri vicino a Potsdamer Platz, una seconda, la più lunga, sulla riva della Sprea, vicino all'Oberbaumbrücke (L'East Side Gallery) ed una terza a nord in Bernauer Straße, che è stata trasformata in un memoriale nel 1999.
In altri punti della città è possibile invece trovare parti di muro semplice, note per i loro graffiti. Qui, le parti rimaste non rappresentano interamente l'aspetto originale del muro: sono state pesantemente danneggiate (perché in molti tentarono di prendersi come ricordo dei pezzi originali del Muro di Berlino), e gli odierni graffiti sono più visibili sul lato orientale del muro. In origine i graffiti erano solo sul lato occidentale.

A partire dagli anni '80, alcuni artisti famosi come Keith Haring e Thierry Noir iniziarono a dipingere il lato del muro che dava su Berlino Ovest, in seguito migliaia di artisti, conosciuti e sconosciuti, utilizzarono il muro per i loro progetti artistici. Il muro si coprì quasi interamente di murales, dalle semplici scritte a disegni molto elaborati e ben eseguiti, alcuni dei quali si guadagnarono una certa notorietà, come quello che raffigurava una Trabant bianca che sfonda il muro (vedi il nostro album di foto in alto a destra), o quello in cui si vedeva Erich Honecker baciare sulla bocca il segretario del PCUS Leonid Brežnev. La East Side Gallery lunga più di 1 km che fu pitturata subito dopo il crollo del muro, è stata definita la più grande galleria di pittura all'aria aperta del mondo. Solo pochi dei murales hanno resistito al tempo e ai turisti che continuano a scrivere i loro nomi sul muro. La città di Berlino, a corto di fondi, ha investito pochissimo nel restauro del muro e nel 2000 solo alcuni dei dipinti furono restaurati e protetti dai vandali.
Nei giorni della caduta, il grande violoncellista Rostropovic (privato, anni prima, della cittadinanza sovietica) improvvisò un concerto davanti al muro; l'evento, ripreso dalle telecamere di tutto il mondo, viene considerato il requiem per il muro e la Guerra Fredda.

lunedì 9 novembre 2009





TENTATIVI DI FUGA

IL MURO

Il muro era lungo più di 155 km. Dopo la costruzione iniziale, venne regolarmente migliorato. Nel giugno 1962 venne costruito un secondo muro all'interno della frontiera destinato a rendere più difficile la fuga verso la Germania Ovest, fu così creata la cosiddetta "striscia della morte". In seguito il muro di prima generazione fu abbattuto e oggi è difficile riconoscere parti di quel muro. Nel 1965 si diede inizio alla costruzione della terza generazione del muro che avrebbe soppiantato le precedenti. Era composto da lastre di cemento armato collegate da montanti di acciaio e coperti da un tubo di cemento. Il “muro di quarta generazione”, iniziato nel 1975, era in cemento armato rinforzato, alto 3,6 metri e composto da 45.000 sezioni separate, di 1,5 metri di larghezza, più semplici da assemblare rispetto al muro di terza generazione. A partire dal 1975 il confine era anche protetto nella “striscia della morte” da recinzioni, trincee anticarro, oltre 300 torri di guardia con cecchini armati, trenta bunker e una strada illuminata per il pattugliamento lunga 177 km.


Inizialmente, c'era solo un punto di attraversamento per gli stranieri e i turisti, in Friedrichstrasse; le potenze occidentali avevano altri due checkpoint, a Helmstedt sul confine tra Germania Est e Ovest e a Dreilinden sul confine sud di Berlino Ovest. Per i berlinesi erano inizialmente disponibili 13 punti di attraversamento, 9 tra le due parti della città e 4 tra Berlino Ovest e la DDR, in seguito in un atto simbolico l'attraversamento della porta di Brandeburgo fu chiuso. I checkpoint vennero battezzati con i nomi fonetici: Alpha (Helmstedt), Bravo (ancora visibile a Dreilinden sulla A9 appena usciti da Berlino), e Charlie (Friedrichstraße).

TENTATIVI DI FUGA

Durante il periodo di esistenza del muro vi furono circa 5000 tentativi di fuga coronati da successo verso Berlino Ovest. Nello stesso periodo varie fonti indicano in un numero compreso tra 192 e 239 i cittadini della Germania Est uccisi dalle guardie mentre tentavano di raggiungere l'ovest e molti altri feriti.
Finché il muro non fu completamente edificato e fortificato, i tentativi di fuga furono messi in atto da principio con tecniche casalinghe, come passare con una macchina sportiva molto bassa sotto alle barricate o gettandosi dalla finestra di un appartamento prospiciente il confine sperando di “atterrare” dalla parte giusta. Con il tempo le tecniche di fuga si evolsero fino a costruire lunghe gallerie, scivolare lungo i cavi elettrici tra pilone e pilone o utilizzando aerei ultraleggeri.
La prima a pagare con la vita il suo tentativo di fuggire fu Ida Siekmann, che il 22 agosto del 1961 aveva tentato di salvarsi, saltando dal suo appartamento nella Bernauer Straße. L'ultimo morto era Winfried Freudenberg, morto l'8 marzo del 1989; aveva intrapreso una fuga spettacolare con una mongolfiera autocostruita, caduta poi sopra il territorio di Berlino Ovest. Chris Gueffroy è l'ultimo ucciso (5 febbraio 1989) a colpi di armi da fuoco dai soldati di confine, mentre cercava di scavalcare il muro presso Nobelstrasse, aveva poco più di vent'anni. Tra i casi più noti sono ricordati anche Olga Segler, morta all'età di 80 anni, la diciottenne Marinetta Jirkowski uccisa con 27 colpi, i bambini Lothar Schleusener (di 13 anni) e Jörg Hartmann di dieci anni, uccisi entrambi, a colpi di arma da fuoco dai soldati di confine, nel tentativo di fuga intrapreso insieme, Cengaver Katranci di nove anni, Giuseppe Savoca di sei anni, Siegfried Krobot di cinque anni, Cetin Mert, morto il giorno del suo quinto compleanno, e Holger H. che aveva 18 mesi. Uno dei più noti tentativi falliti fu quello del diciottenne Peter Fechter a cui le guardie di confine della DDR hanno sparato il 17 agosto 1962 e che fu poi lasciato morire dissanguato nella cosiddetta striscia della morte davanti ai media occidentali.
Tra i fuggitivi si contano anche molti soldati addetti allo stesso Muro di Berlino; anche tra le vittime del Muro risultano soldati e poliziotti della DDR, come il giovane Burkhard Niering, ucciso nel 1974 in un tentativo di giungere a Berlino Ovest.
Si sono verificate anche “violazioni di frontiera” da Ovest verso Est. Negli anni settanta un berlinese dell'Ovest scavalcò 5 volte il Muro in direzione Est, dopo venne sempre arrestato. Durante l'interrogatorio, alla consueta domanda sul perché non usufruisse dei passaggi di frontiera, lui rispondeva regolarmente che abitando lui a Kreuzberg e i suoi conoscenti proprio di fronte, la via più breve era semplicemente quella più diretta. A questa logica le guardie di frontiera non trovavano nulla da ridire e il “violatore” della frontiera veniva rimandato a Ovest. Fino alla volta successiva. Per alcuni di questi “scavalcatori” il Muro era un oltraggio personale o una sfida sportiva. Mentre i politici occidentali lavoravano per ottenere una maggiore penetrabilità del muro, alcuni contestatori ribelli dell'epoca avevano dichiarato la loro personale guerra al mostro. Tra i più sfrontati c'era sicuramente John Running che nel 1986/87 attaccò diverse volte il muro. Nell'estate del 1986 arrivò a Berlino e scavalcò il muro con una scala. Né i poliziotti di frontiera dell'Ovest né le guardie dell'Est riuscirono a convincerlo ad abbandonare l'impresa di camminare in equilibrio sul muro per circa 500 metri, osservato da numerosi presenti che incitando lo applaudivano. Alla fine le truppe della DDR lo indussero a scendere e lo presero in custodia. Per evitare ulteriore scalpore e imbarazzi diplomatici le autorità lo rimandarono nell'Ovest dopo un breve interrogatorio. Running pochi giorni dopo iniziò un'altra azione, durante la quale si sedette a cavalcioni sul muro e lo prese simbolicamente a martellate. Venne immediatamente arrestato dalle truppe della DDR e alcuni giorni dopo rimandato all'Ovest. La sua terza “passeggiata” gli costò 53 ore di prigione nella DDR.

CURIOSITA'

La mattina del 1º giugno 1988 le guardie di frontiera dell'area della Potsdamer Platz si trovarono di fronte a una “sfida” molto speciale, una “fuga di massa” nell'Est. Più di 200 punk berlinesi dell'Ovest, abitanti della baraccopoli del cosiddetto triangolo Lennè, scapparono in direzione di Berlino Est per sfuggire ad una carica dei poliziotti occidentali. Lo spettacolo, uno dei più divertenti legati alla divisione della città, si ripeté per diversi mesi grazie ad una delle particolarità topografiche create proprio dal muro che in alcuni punti non si trovava esattamente sulla linea di demarcazione del confine. A volte la frontiera si trovava a 1-2 metri davanti al muro, e in alcuni punti anche molto di più. Proprio in mezzo alla città a Potsdamerplatz c'erano circa 4 ettari di terreno compresi tra Lennè, Bellevue e la Ebertstrasse, il triangolo di Lennè appunto, che apparteneva a Berlino Est ma che si trovava al di fuori del muro.
Nel Marzo del 1988 Berlino Est e il Senato di Berlino Ovest si accordarono su uno scambio di terreni in seguito al quale il triangolo di Lennè sarebbe diventato territorio di Berlino Ovest. Finché però l'accordo non entrò in vigore questa area rimase extraterritoriale e venne quindi sfruttata da giovani “autonomi” di Kreuzberg (tacitamente tollerati da Berlino Est) che eressero un villaggio di baracche per protestare contro alcune misure edilizie del Senato di Berlino Ovest. Con crescente divertimento, i berlinesi assistettero nelle settimane successive al gioco del gatto col topo tra poliziotti e occupanti delle baracche che, dopo ogni scontro, si rifugiavano regolarmente nel triangolo di Lennè, dove la polizia occidentale non aveva accesso.
Puntuali, all'entrata in vigore dell'accordo sullo scambio dei territori, circa 900 poliziotti occidentali si diressero al triangolo Lennè caricando con gas lacrimogeni. Gli occupanti si sottrassero all'arresto saltando il muro in direzione Est. Per le truppe di frontiera della DDR non fu un evento inatteso e accolsero tranquillamente i "violatori di frontiera". I punk vennero trasportati in luogo di ristoro e dopo una colazione e il controllo dei documenti vennero rimandati a Ovest attraverso diversi passaggi di frontiera.


domenica 8 novembre 2009


Il Muro di Berlino



Il Muro di Berlino (in tedesco Berliner Mauer), eretto dal regime comunista della Germania Est, era una barriera in cemento alta circa tre metri e mezzo che separava Berlino Ovest da Berlino Est e dal resto della Repubblica Democratica Tedesca.


Il muro ha diviso in due la città di Berlino per 28 anni, dalla sua costruzione (iniziata il 13 agosto del 1961) fino al suo smantellamento, ed era considerato un simbolo della Cortina di ferro. Il suo smantellamento avvenne il 9 novembre 1989. La caduta del muro di Berlino aprì la strada per la riunificazione tedesca che fu formalmente conclusa il 3 ottobre 1990.




Storia

Nel 1945 nel corso della conferenza di Yalta venne decisa la divisione della Germania (e di Berlino) in quattro settori controllati e amministrati da Unione Sovietica, Stati Uniti d'America, Regno Unito e Francia. Il settore sovietico della città era di gran lunga il più esteso e occupava la maggior parte della metà orientale di Berlino: Friedrichshain, Köpenick, Lichtenberg, Mitte, Pankow, Prenzlauer Berg, Treptow e Weißensee .
Nel 1948, il “Blocco di Berlino” da parte dell'Unione Sovietica portò all'attuazione del Ponte aereo per Berlino da parte degli Alleati per rifornire di viveri e generi di prima necessità i tre settori occidentali.
Dal 1949 i tre settori controllati da Stati Uniti d'America, Francia e Gran Bretagna (Berlino Ovest), anche se nominalmente indipendenti, erano in effetti una parte di Germania Ovest completamente circondata dalla Germania Est.

Inizialmente ai cittadini di Berlino era permesso di circolare liberamente tra tutti i settori, ma con lo sviluppo della Guerra Fredda i movimenti vennero limitati; il confine tra Germania Est e Germania Ovest venne chiuso nel 1952 e l'attrazione dei settori occidentali di Berlino per i cittadini della Germania Est aumentò. Circa 2,5 milioni di tedeschi dell'est passarono ad ovest tra il 1949 e il 1961.
Per fermare la fuga dalla dittatura il regime comunista della Germania Est iniziò la costruzione di un muro attorno ai tre settori occidentali nella notte tra il 12 e il 13 agosto 1961 a Berlino Est. Inizialmente questo consisteva di filo spinato, ma già il 15 agosto iniziarono ad essere utilizzati gli elementi prefabbricati di cemento e pietra destinati a formare la prima generazione di un vero e proprio muro. Il muro divideva fisicamente la città; quando circondò completamente Berlino Ovest, trasformò in pratica i settori occidentali in un'isola rinchiusa entro i territori orientali. La Germania Est sostenne che si trattava di un “muro di protezione antifascista” inteso ad evitare un'aggressione dall'Ovest. Fu chiaro sin dall'inizio che questa giustificazione serviva come copertura per il fatto che ai cittadini della Germania Est doveva essere impedito di entrare a Berlino Ovest e di conseguenza nella Germania Ovest. In effetti la DDR soffriva di una fuga in massa di professionisti e lavoratori specializzati che si spostavano all'ovest, per non parlare delle diserzioni dall'esercito. Con la costruzione del muro le emigrazioni passarono da 2.500.000 tra il 1949 ed il 1962 a 5000 tra il 1962 ed il 1989.


La caduta

Verso gli inizi degli Anni Ottanta, la crisi del blocco orientale cominciò a farsi sentire: nel 1980 nacque in Polonia il sindacato indipendente «Solidarnosc», cui alla fine del 1985 seguì la proclamazione della legge marziale. Solo un anno e mezzo dopo, nel marzo 1985, Michail Gorbaciov arrivò al potere nell’Unione Sovietica. Nel gennaio 1987 il nuovo Segretario generale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica espresse questa opinione veramente rivoluzionaria: «Abbiamo bisogno della democrazia come dell’aria per respirare». Questo messaggio spronò gli attivisti per i diritti civili in Polonia e in Ungheria, nella Cecoslovacchia e nella DDR. Nell’autunno 1989 la pressione esercitata dalle proteste nella Germania orientale divenne tanto forte che il regime comunista si sarebbe potuto salvare solo mediante un intervento militare dell’Unione Sovietica. Gorbaciov, però, non era disposto ad attuarlo.
Il 23 agosto 1989, l'Ungheria rimosse le sue restrizioni al confine con l'Austria e a partire dall'11 settembre 1989 più di 13.000 tedeschi dell'Est scapparono verso l'Ungheria; all'annuncio che non sarebbe stato consentito di attraversare la Cortina di ferro ai cittadini non ungheresi, i profughi inondarono le ambasciate tedesco-occidentali a Budapest e Praga. Dopo giorni di sconcerto e l'arrivo del ministro degli esteri di Bonn Genscher, con la mediazione di questi si ottenne che i profughi arrivassero in Occidente, ma con l'obbligo di riattraversare la frontiera tedesco-orientale imposto dallo Stato di loro cittadinanza. La scelta si rivelò un boomerang fatale per l'immagine stessa della Germania comunista: i treni contenenti i rimpatriati attraversarono senza fermarsi le stazioni tedesco-orientali, tra lo sconcerto dei concittadini che non poterono nemmeno salutare i profughi perché chiusi in vagoni piombati.
Il nuovo governo di Krenz decise di concedere ai cittadini dell’Est permessi per viaggiare nella Germania dell’Ovest. Günter Schabowski, il ministro della Propaganda della DDR, ebbe il compito di dare la notizia; però egli si trovava in vacanza prima che venisse presa questa decisione e non venne a conoscenza dei dettagli. Il 9 novembre 1989, durante una conferenza stampa convocata per le 18, gli fu recapitata la notizia che tutti i berlinesi dell’Est avrebbero potuto attraversare il confine con un appropriato permesso, ma non gli furono date informazioni su come trasmettere la notizia. Dato che il provvedimento era stato preso poche ore prima della conferenza, esso avrebbe dovuto entrare in vigore nei giorni successivi, dando così il tempo di dare la notizia alle guardie di confine. Alle 18,53 il corrispondente Ansa da Berlino Est, Riccardo Ehrman, chiese da quando le nuove misure sarebbero entrate in vigore. Schabowski cercò inutilmente una risposta nella velina del Politburo, ma non avendo un'idea precisa, azzardò: "Per quanto ne so immediatamente".
Decine di migliaia di berlinesi dell’Est avendo visto l’annuncio di Schabowski in diretta alla televisione, si precipitarono, inondando i checkpoint e chiedendo di entrare in Berlino Ovest. Le guardie di confine, sorprese, iniziarono a tempestare di telefonate i loro superiori, ma era ormai chiaro che - laddove non vi era stato adempimento spontaneo all'annuncio pervenuto via eter - non era più possibile rimandare indietro tale enorme folla vista la mancanza di equipaggiamenti atti a sedare un movimento di tali proporzioni. Furono allora costrette ad aprire i checkpoint e, visto il gran numero di berlinesi, nessun controllo sull’identità fu eseguito. Gli estasiati berlinesi dell’Est furono accolti in maniera festosa dai loro fratelli dell’Ovest, spontaneamente i bar vicini al muro iniziarono a offrire birra gratis per tutti. Il 9 novembre è quindi considerata la data della caduta del Muro festeggiata con il mega concerto di Roger Waters (ex bassista dei Pink Floyd) con l'esecuzione di The Wall dal vivo.
Durante le settimane successive piccole parti del muro furono portate via dalla folla e dai cercatori di souvenir; in seguito fu usato dell'equipaggiamento industriale per rimuovere quasi tutto quello che era rimasto.
Il 18 marzo 1990 furono tenute le prime e uniche libere elezioni della storia della Repubblica Democratica Tedesca; esse produssero un governo il cui principale mandato era quello di negoziare la fine stessa dello Stato che rappresentavano.
La Germania fu ufficialmente riunificata il 3 ottobre 1990 (questa è la data designata per il "Giorno della riunificazione"), quando i cinque stati federali (Brandeburgo, Meclenburgo-Pomerania Occidentale, Sassonia, Sassonia-Anhalt e Turingia), già esistenti nella Repubblica Democratica Tedesca ma aboliti e trasformati in Province, si ricostituirono e aderirono formalmente alla Repubblica Federale di Germania (Germania Ovest). Dal momento in cui i nuovi cinque Länder entrarono nella Repubblica Federale, in conformità all'articolo 23 attivo in quegli anni, l'area di applicazione del Grundgesetz (Legge fondamentale, l'equivalente tedesco della Costituzione) fu semplicemente ampliata includendoli. L'alternativa sarebbe stata di aderire all'unione formalmente, in vista della scrittura di una nuova costituzione per la Germania unificata. Delle due scelte quella adottata fu obiettivamente la più semplice, ma fu causa del diffuso sentimento da parte dei tedeschi dell'est di essere stati “occupati” o “annessi” alla vecchia repubblica federale.




sabato 7 novembre 2009


NENA – 99 Luftballons (1984)


“Hai un po' di tempo per me? allora ti canto una canzone su 99 palloncini in volo verso l'orizzonte....”







99 Luftballons è stata una famosa canzone di protesta dell'epoca della Guerra fredda, eseguita dalla cantante tedesca Nena. Originariamente cantata in lingua tedesca, fu poi reincisa in inglese con il titolo di 99 Red Balloons. Scalò le classifiche in Germania occidentale e in tutto il mondo il successo fu grande.

La storia di questa canzone:
Sembra essere nata durante un concerto dei Rolling Stones a Berlino, quando Carlo Karges, il chitarrista della band di Nena, notò che venivano liberati in aria dei palloncini. Mentre li osservava volare all'orizzonte, gli sembrò quasi che cambiassero forma, trasformandosi in una "massa" la cui forma ricordava quella di un'astronave. Pensò quindi a che cosa sarebbe potuto accadere avessero oltrepassato il Muro di Berlino spingendosi nell'allora "settore sovietico", ovvero Berlino Est.

Sia la versione tedesca che quella inglese raccontano la storia di novantanove palloncini che volano per l'aria, scatenando un'esagerata e apocalittica reazione da parte delle forze militari.
La canzone uscì in un periodo di profonda e minacciosa crisi tra gli Stati Uniti dell'era reaganiana e l'Unione Sovietica non ancora toccata dalla perestrojka gorbacioviana. In particolare, il suo successo internazionale fu immediatamente successivo al dispiegamento dei missili Pershing II in Germania occidentale (gennaio 1984), in risposta all'analogo dispiegamento dei missili nucleari sovietici SS-20; forti proteste si susseguirono in tutta Europa.

Il video originale di 99 Luftballons fu girato durante un concerto a Berlino; una versione fu poi registrata cinque mesi più tardi alla base militare olandese di Harskamp. Per la versione inglese fu preparato un video che combinava i due precedenti della versione tedesca.



“99 anni di guerra
non lasciarono spazio ad un vincitore
ministri della guerra non ce ne sono più
e neanche caccia
Oggi io me ne vado in giro
e vedo il mondo in rovina
Ho trovato un palloncino
penso a te e lo faccio volare...”

MANIFESTAZIONI PER LA CADUTA DEL MURO DI BERLINO

Diverse sono le manifestazioni in tutto il mondo per il ventesimo anniversario della caduta del muro. Qui di seguito ne elenchiamo alcune che si terranno nei nostri dintorni..

- a Reggio Emilia:
Sabato 7 novembre, ore 15.30, sala del Capitano del Popolo
, Istoreco riunisce intorno a un tavolo tre scrittori e un ex segretario del Pci reggiano che proveranno a rispondere ad alcune domande riguardanti il mondo d’oggi a partire da ciò che non c’è più: IL MURO DI BERLINO
http://www.istoreco.re.it/

a Modena:
Sabato 7 novembre, ore 16.00, Federazione PRC – Modena
, ASSEMBLEA PUBBLICA, “A 20 anni dal crollo del muro”.

Lunedi 9 novembre, ore 15.00 – 18.00, sala conferenze 'Giacomo Ulivi' - Istituto storico, SEMINARIO: 1989-2009 a vent'anni dalla caduta del muro.


Sabato 7 novembre, ore 17.00, Galleria Europa, centro Europe Direct, inaugurazione della mostra fotografica “Ortszeit - Local Time” di Stefan Koppelkamm: La mostra proporrà i lavori del fotografo berlinese Stefan Koppelkamm: edifici e spazi urbani dell’ex Germania dell'est, fotografati una prima volta subito dopo la caduta del Muro e una seconda volta a oltre dieci anni di distanza.

Lunedì 9 novembre, ore 11.30, Circoscrizione 1, Piazzale Redecocca, inaugurazione della mostra “1989 – 2009 Europa unita e libera”: il processo di integrazione europea dopo la caduta del muro.

Sabato 12 dicembre, ore 17.00, Galleria Europa, centro Europe Direct, inaugurazione della mostra “1989: 10 storie per attraversare i muri”. I giorni del muro: dal 9 novembre al 27 novembre, tutte le circoscrizioni ospiteranno un pannello illustrativo delle tappe storiche che hanno cambiato la storia del mondo.
SCUOLA: diversi sono i laboratori destinati alle classi degli istituti superiori di Modena e provincia organizzati dal Centro Europe Direct.


FESTA: giovedì 12 novembre, ore 18.30 – 23.30, Berliner Mauer Fest “Fusorari”.
http://ipeuropa.comune.modena.it/attivitaventennaleberlino.shtml



a Bologna:
Sabato 31 Ottobre, ore 10.30, ISTITUTO DI CULTURA GERMANICA Goethe-Zentrum,
inaugurazione MOSTRA fotografica “Due Berlino - una città" a cura di Marcello Vecchi, (fino a mercoledi 11 novembre).


Giovedì 12 novembre, ore 18.00, Istituto Storico Parri, Sala del Refettorio, MOSTRA fotografica “Ortszeit - Local Time” di Stefan Koppelkamm, Potsdam, Belvedere 7/1990, 3/5/2002 (fino a sabato 12 dicembre).


Giovedì 12 novembre, ore 19.00, Istituto DI CULTURA GERMANICA Goethe-Zentrum, inaugurazione MOSTRA “1989” – Dieci storie per attraversare i muri. Illustrazioni da Henning Wagenbreth. Un libro - Una mostra a cura di Orecchio Acerbo (fino a venerdi 18 dicembre).


Lunedì 16 novembre, ore 18.00, Istituto Storico Parri, Sala del Refettorio, CONFERENZA “Le due Germanie e la caduta del Muro”.
http://www.istitutodiculturagermanica.com/



Qui di seguito invece troverete dei link di eventi di altre manifestazioni in giro in Italia..


a Milano:
9-22 novembre, Centro Storico,
“Plaza: Oltre il limite 1989-2009”, percorso espositivo open air, http://www.milanoplaza.it/page_1/index.php


9-27 novembre, Palazzo delle Stelline, “Nessuno è più dove voleva essere / Niemand ist mehr dort, wo er hin wollte”, mostra, http://www.artsblog.it/post/4350/berlino-20-anni-dopo-nessuno-e-piu-dove-voleva-essere-a-milano.


a Torino:
23 ottobre-17 gennaio, Museo Diffuso della Resistenza Deportazione Guerra Diritti e della Libertà
, “L'assenza dei confini/L'essenza dei confini”, mostra, http://www.museodiffusotorino.it/focus_evento.aspx?id=445.


a Firenze:
9 novembre, La Tinaia di S. Lorenzo, “Caduta del muro/Fine dei modelli del '900/Strade di oggi”, seminario, http://www.anarchiainazione.org/node/2548.


a Roma:
9 novembre, Libreria-caffè Giufà, “Caduta del muro/Fine dei modelli del '900/Strade di oggi”, seminario, http://www.anarchiainazione.org/node/2548.


novembre-dicembre, Casa della Memoria e della Storia, "Dissidenze Profonde. Tarkovskij, Solzhenitsyn, Vysotskij", mostra, http://www.culturaroma.it/servizio/59/65/8231/9577/9724/calendario_evento.asp.


6-22 novembre, Edarcom Europa, “Checkpoint Charlie”, mostra collettiva, http://www.edarcom.it/.


8 novembre-31 gennaio, Museo D'Arte Contemporanea, “Via libera-viva la libertà”, mostra, http://www.macro.roma.museum/mostre_ed_eventi/mostre/via_libera_viva_la_liberta.


9 Novembre, Centro Commerciale Unicoop Tirreno Piombino, "Istallazione di Eraldo Ridi", video montaggio, organizzato dal Gruppo Emergency Piombino, e altri enti.

A Berlino:

le iniziative sono veramente numerose e svariate. Proviamo ad elencarne qualcuna..


Dal 1° maggio al 9 novembre
, il Museum für Film und Fernsehen (Museo del cinema) presenta fotografie e filmati che documentano la svolta del 1989.


In piazza Alexanderplatz è allestita, dal 7 maggio al 14 novembre, una mostra open-air sulla "Rivoluzione pacifica".

Dal 18 settembre al 31 gennaio 2010 la Berlinische Galerie ospita l'esposizione "Berlino 89/09 – Arte fra tracce del passato e utopia" che, tramite opere di artisti internazionali, intende fare un bilancio delle trasformazioni avvenute nella struttura urbana e architettonica della capitale a seguito della caduta del Muro.


Alla Max Liebermann Haus presso la Porta di Brandeburgo è visitabile, dal 3 ottobre al 6 dicembre, la mostra fotografica "Scene e tracce della caduta" con immagini che documentano il grande evento: persone che scalano il Muro, convogli di auto che si dirigono verso Berlino Ovest, ...

Al Museo della Storia della Germania (Deutsches Historisches Museum) è presente l'esposizione Art of two Germanys/ Cold War Cultures; la mostra The story of Berlín è nel Kurfürstendamm, dove si può esprimere la propria natura artistica e lasciare una piccola opera d’arte sulla ricostruzione del muro originale.

La mostra nella stazione e nei vagoni del tram Marienfelder Allee, invece racconta le storie dei tanti cittadini dell’Est che cercarono di passare alla parte occidentale della città.

Il 9 novembre è in programma una grande festa presso la Porta di Brandeburgo con concerti, fuochi d'artificio e la messa in scena simbolica della caduta del Muro con "pezzi" alti circa 2 metri fatti cadere creando un effetto domino. In un atto ufficiale si farà cadere tutte le tessere commemorando in questo modo la caduta del muro e le storie commuoventi di coloro che furono testimoni di quell’epoca.

Dal 7 al 9 novembre andrà in scena la “Festa della Libertà” (http://www.mauerfall09.de/).