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giovedì 25 novembre 2010

IMPENNATA DELLE TASSE A CAVRIAGO: L'ADDIZIONALE IRPEF PASSA DALLO 0.25% ALLO 0,8%



Nel Consiglio comunale del prossimo 30 novembre l’Amministrazione comunale proporrà un aumento dell’addizionale comunale IRPEF a decorrere dal 1° gennaio 2012. Tale aumento non è di poco conto, la proposta infatti prevede che l’aliquota passi dall’attuale 0,25% allo 0,8%, cioè il livello massimo consentito dalla legge.

Prendendo a riferimento i redditi imponibili ai fini delle addizionali all'IRPEF dei cittadini di Cavriago in riferimento all’anno 2008, dati rilevabili nel sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze, lo stock di gettito che transiterà nelle casse del Comune passerà dagli attuali 300.000 euro circa a poco più di 1.000.000 euro, un aumento netto di quasi 700.000 euro. Se si riporta il cambio di aliquota sul caso concreto di un lavoratore dipendente, ad esempio su un reddito di 20.000 euro annui, l’addizionale che quel lavoratore dovrà pagare al Comune passerà dagli attuali 50 euro a 160 euro all’anno.

Ora, lo diciamo per l’ennesima volta, ci rendiamo perfettamente conto che i tagli del governo nei confronti dei trasferimenti agli enti locali stanno minacciando pesantemente la sostenibilità finanziaria dei servizi erogati dai Comuni. In questo quadro socio-economico drammatico causato dalla crisi non è possibile però ignorare l’equità delle politiche che le Amministrazioni mettono in campo. Da questo punto di vista l’addizionale IRPEF è un’imposta assolutamente iniqua perché colpisce proporzionalmente (e non progressivamente) i redditi, in particolare quelli dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. L’aumento dell’addizionale risulta pertanto - soprattutto in questo momento, come del resto hanno dichiarato CGIL, CISL e UIL qualche giorno fa - una misura pesantemente ingiusta da un punto di vista sociale.

Qualche settimana fa avevamo chiesto pubblicamente al Sindaco di convocare un Consiglio comunale straordinario aperto ai cittadini sul tema del bilancio del Comune. Pensavamo fosse giusto informare i cittadini e discutere con loro delle scelte da mettere in campo per contrastare i tagli di Tremonti. La nostra richiesta è però, al solito, caduta nel vuoto. Oggi abbiamo capito che l’Amministrazione aveva già preferito un’altra strada, quella più iniqua.

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